Santi Filippo e Giacomo Minore a Sorrento

santi filippo e giacomo sorrento

Orari Messe

Feriali: ore 7.15
Festivi: ore 10.00

Durante la celebrazione della Santa Messa non è possibile visitare la chiese

Basilica: aperta tutti i giorni ore 10.00-13.00 / 16.00-19.00

Avete presente quei posti in cui la bellezza vi assale talmente tanto da farvi sentire in un posto diverso dal mondo a cui siete abituati?

 

Sorrento…con quel golfo che abbraccia e accoglie, i limoni che fanno sentire il loro profumo da chilometri, e quella costiera a strapiombo che ti fa tuffare nella distesa di blu che si spalma come un enorme barattolo di vernice cobalto rovesciato!

Non si può non amare Sorrento! Non si può non provare simpatia per i Sorrentini e non si può non cantare Caruso quando ti trovi su una sua terrazza sul mare.

In questa esplosione di suggestioni, non poteva mancare una Cattedrale degna di nota! Ed eccola qui…sul corso principale; ti ci imbatti fra gli eleganti negozi e, come tutti gli oggetti preziosi che si fanno desiderare, nasconde la propria facciata all’interno di un portico laterale, a cui si accede solo se ci si sofferma un po’.

Iniziamo la nostra lettura?

Ricordiamoci che guardare una chiesa è come leggere un libro!

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Trama:

La Cattedrale di Sorrento è dedicata ai Santi Filippo e Giacomo minore, di cui furono portate le reliquie nel 1110 dal Cardinale Pietro Capuano (persino il nome è pregno di storia partenopea!).

Copertina – Facciata:

A causa dell’invasione dei Turchi del 1558, la chiesa originaria è andata quasi interamente persa. Rimane solo la facciata adorna di due colonne in marmo rosa che ricordano le sue origini di tempio pagano, i cui basamenti però riportano lo stemma dell’arcivescovo Lelio Brancaccio che collaborò alla riedificazione della chiesa durante il XVI secolo. I rimaneggiamenti e i grossi interventi di restauro hanno fatto in modo tale che la facciata assumesse forme neogotiche (il richiamo più evidente? L’arco ogivale, a punta, dell’ingresso!). Sui tre ingressi sono presenti rispettive lunette, in cui sono rappresentati i due Santi Filippo e Giacomo Minore e la Vergine Assunta. Il bordo più in alto della facciata è decorato con merlature. Non è elegantissima?

Iniziamo a leggere…

Fig. 1 Facciata
Fig. 1 Facciata

L’eleganza si riscontra anche non appena varchiamo la soglia di questa meravigliosa chiesa, dove troviamo un tamburo d’ingresso (struttura portante che sorregge il palco dell’organo) interamente intarsiato secondo lo stile sorrettino, lo stesso stile adottato anche per il coro (parte retrostante l’altare in cui si posizionava il coro per l’appunto!). Sorrento è famosa, infatti, per le sue tarsìe, cioè per il  lavoro di intaglio e incastro di tasselli di legno. La scuola di intarsio sorrentina è antica, risale addirittura al VI-VII secolo ad opera dei monaci Benedettini, i quali usavano solo legni di produzione locale, come il noce, il limone e l’arancio.

Pensate che profumi meravigliosi in quei laboratori!!!

 

coro
Fig. 2 Coro

Ci troviamo in una chiesa a tre navate, con soffitto decorato da tele raffiguranti i martiri sorrentini ad opera di Francesco Francareccio, Oronzo e Nicola Malinconico. Nella navata destra troviamo dei bellissimi bassorilievi di Andrea Pisano (grande artista del 1300 che insieme allo zio Nicola ha portato un contributo fondamentale all’arte italiana), che rappresentano gli apostoli con Cristo.

 

 

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Fig. 3 Soffitto

Al centro della stessa cappella decorata da Pisano troviamo un elemento molto importante: il fonte battesimale, bellissimo, in cui fu battezzato Torquato Tasso, che nacque qui a Sorrento nel 1544 e intervenne in maniera significativa nel restauro della cattedrale.

 

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Fig. 4 Cappella con fonte battesimale – targa menzionante il Tasso – sullo sfondo i bassorilievi del Pisano

 

 

 

 

Non è affascinante vedere che letteratura, arte, storia e religione si compenetrano all’interno di uno stesso ambiente?

Proseguendo nella lettura, degne di nota, ma aggiungerei anche di ammirazione, sono la cattedra episcopale, sia di epoca romana che cinquecentesca, decorata con dei bassorilievi raffiguranti il Battesimo del Cristo, e il pulpito del XVI secolo (da cui il sacerdote si affacciava per il sermone) , sotto il quale è conservata una meravigliosa opera di Salvatore Buono raffigurante la Vergine fra San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, del 1573, anno in cui fu restaurata la chiesa dopo l’attacco turco.

 

Quest’opera è davvero molto bella, soprattutto per il suo inserimento nel contesto: trovandosi sotto il pulpito, i suoi colori esplodono fra i bianchi dei marmi.

 

IMG_0441Questa chiesa conserva ancora tantissime meraviglie, come le maioliche napoletane del 1700 che compongono il pavimento di una delle cappelle di sinistra che convivono con un’espressiva statua rappresentante la Madonna Addolorata, il Crocifisso ligneo del XV secolo su di un trono del XVII secolo all’interno del grandissimo cappellone del Santissimo Sacramento. Significativa è la cappella del Cuore di Maria, protettrice della Parrocchia, con una statua lignea che raffigura la Madonna nell’atto di accogliere una fanciulla (Sorrento), sotto il suo manto.

Insomma, questa chiesa è l’emanazione del cuore di Sorrento, fatta di tradizione e passione – come quella del Tasso per la sua amata città d’origine – profumi e suggestioni.

Tra un limoncello e una liquirizia, tra il profumo di mare e fiori,  tra il blu del golfo e le luci di Napoli all’orizzonte, andiamo ad assaggiare questo confetto ripieno non di liquore, ma di storia e infiniti colori.

 

Alla prossima ChurchingExperience!

 

 

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