Dante per sempre

Tempo di lettura stimato: 2min – di Sofia Federici

Dantedì: una giornata dedicata al padre della lingua italiana

Si, è dovuto! La Divina Commedia è l’opera letteraria universalmente riconosciuta più importante e interessante mai esistita. Parte integrante della nostra cultura, pane per la conoscenza della nostra lingua nonché un viaggio fiabesco ricco di avventure. Preghiera mista a poesia, divisa in 3 cantiche di 33 canti ciascuna che, con il primo canto introduttivo, raggiunge il totale perfetto di 100 canti.  

Ogni parola è studiata, ogni immagine è affiancata da significati che ci proiettano in scenari sempre nuovi e costantemente attuali. 

Esimerci dal ricordare Dante nel mondo dell’arte? Impossibile! 

Un’opera a cantica. Ecco quali.

Inferno – William Blake

William Blake Paolo e Francesca-min

Nel 1824 William Blake fu incaricato di illustrare la Divina Commedia. Morì prima di terminare l’ambizioso progetto. Ciononostante, realizzò 102 acquarelli di cui 72 dedicati all’Inferno, 20 al Purgatorio e 10 al Paradiso.

Francesca da Rimini è la protagonista della prima immagine, nel girone dei lussuriosi del V canto dell’Inferno, dove sconta la sua eterna pena in un vortice di venti taglienti che Blake rappresenta perfettamente, con toni di grigio più o meno tenue. 

“Amor che al cor gentil ratto s’apprende,

Prese costui della bella persona

Che mi fu tolta, e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

Mi prese del costui piacer sì forte,

Che, come vedi, ancor non m’abbandona”

Purgatorio – Gustave Doré

Dorè Primo Purgatorio-minIllustratore e disegnatore di fama, Gustave Doré creò le illustrazioni per numerose composizioni letterarie, ma la sua massima espressione artistica  la raggiunse con le tavole raffiguranti i canti della Divina Commedia che lo resero famoso in tutto il mondo.

Questa tavola scelta rappresenta Dante nel I canto del Purgatorio, stremato dalla traversata nell’Inferno, spossato e impolverato dalla fuliggine infernale. Catone l’Uticense, custode del Purgatorio, lo attende con la sua aria severa, ma integra, non più bestiale. Si presenta così il momento più intenso anche per noi lettori, questo in cui Catone indica a Virgilio e Dante la spiaggia dove potersi disfare delle ceneri infernali e iniziare il percorso di purificazione che lo attende. 

“Noi andavam per lo solingo piano

Com’uom che torna alla smarrita strada,

Che infino ad essa li par ire invano.

Quando noi fummo dove la rugiada

Pugna col Sol, e per essere in parte

Ove adorezza, poco si dirada;”

Paradiso – Sandro Botticelli

100 disegni su pergamena commissionati a Sandro Botticelli tra il 1480 e il 1495 da Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici e di questi 92 conosciuti. Il progetto prevedeva infatti un disegno a canto. La morbidezza delle forme, tipica caratteristica dell’artista fiorentino, si riscontra anche in questo caso. 

L’illustrazione scelta rappresenta il IX Canto del Paradiso, nel cielo di Venere. Il disegno sembra rappresentare un mare di stelle. I personaggi che Dante incontra in questo canto sono Cunizza da Romano e Folchetto di Marsiglia. Entrambi colpiti dall’influenza di Venere, sono travolti da potente amore passionale e terreno da cui però si Sandro Botticelli canto IX-minredimeranno, conoscendo la purezza dell’amore spirituale.

“[…]D’una radice nacqui e io ed ella:

Cunizza fui chiamata, e qui refulgo

Perchè mi vinse il lume d’esta stella.

Ma lietamente a me medesma indulgo

La cagion di mia sorte, e non mi noia,

Che forse parria forte al vostro vulgo.”

 

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