Le 5 chiese di Roma dedicate a San Giovanni

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       San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista,

pilastri della Cristianità

 di Elisa Carta

Da una parte il Giovanni nel quale è riconosciuto il precursore di Gesù e l’annunciatore della sua imminente venuta, dall’altra il Giovanni che lo stesso Gesù sceglierà come il continuatore della sua opera, colui che lo succederà anche come figlio accanto a Maria.

Da un lato un concepimento che prefigura quello di Cristo: l’Arcangelo Gabriele annuncia a Elisabetta e Zaccaria un figlio nato dallo Spirito Santo, dall’altra una morte che conferma la potenza della fede nella parola di Gesù: Giovanni fu l’unico apostolo a morire di morte naturale, sopravvivendo al martirio.    

basilica di san giovanni
                            San Giovanni Evangelista – Correggio

Il battesimo come remissione dei peccati nell’attesa del Messia attraverso le acque del fiume Giordano, prima; un martirio nell’olio bollente come sinonimo di nuovo battesimo in attesa della vita eterna, dopo.

Da una parte San Giovanni Battista, profeta e predicatore, dall’altra San Giovanni Evangelista, apostolo e autore del quarto Vangelo, il prima e il dopo della Cristianità a cui i fedeli hanno sempre riservato profonda devozione.

Conosciamo insieme le 5 più importanti chiese di Roma che portano il loro nome.

 

      1. San Giovanni in Laterano

basilica di san giovanni

La Sacrosanta Cattedrale Papale Arcibasilica Romana Maggiore del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista al Laterano Madre e Capo di tutte le chiese della Città e del Mondo, si mostra a noi attraverso la facciata settecentesca di Alessandro Galilei e, come un’austera e imponente insegnante ci invita ad entrare per raccontarci la storia.

È entrando che le pagine di questo immenso libro iniziano a scorrere davanti ai nostri occhi, su di loro sono iscritti i più grandi nomi della storia e dell’arte e seguendo le loro tracce ci facciamo trasportare qua e là nel tempo.

Mentre i nostri piedi vengono solleticati dalle tessere dei marmi policromi del meraviglioso pavimento cosmatesco del XII secolo, siamo accolti dai gesti settecenteschi delle gigantesche statue dei dodici apostoli che dall’alto delle loro edicole borrominiane ci accompagnano fino all’altare maggiore. Qui siamo avvolti dalla luce che, entrando dalle finestre, si riverbera e si espande sulle superfici dorate degli antichi mosaici medievali di Jacopo Torriti e del tabernacolo: siamo nel cuore pulsante della storia e in punta di piedi ci guardiamo intorno scoprendo l’organo e il meraviglioso soffitto ligneo di fine Cinquecento.

Come solo le ottime insegnanti riescono a fare, la Cattedrale di Roma non ci abbandona nemmeno mentre ci avviamo verso l’uscita e così ci saluta regalandoci la sorpresa dei dettagli nei pilastri che scorrono intorno a noi e negli occhi dei profeti sopra le nostre teste.

 
Aperta tutti i giorni ore 7:00 – 18:30 (uscita entro le ore 18:45) 
Feriale: ore 7.00; 7.20; 8.00; 9.00; 10.00; 11.00; 12.00; 17.00; 18.00 (luglio e agosto )Festivo: ore 7.00; 8.00; 9.00; 10.00; 11.00; 12.00; 18.00

2. San Giovanni dei Fiorentini

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Costruita per la grande comunità dei fiorentini a Roma nei primi anni del Cinquecento, fu sovvenzionata da due importanti pontefici di casa Medici, Leone X e Clemente VII, e dedicata al patrono di Firenze, S. Giovanni Battista.

Sorta in via degli Acciaioli, a due passi dal Tevere, fu realizzata su progetto di Jacopo Sansovino e portata a termine da Giacomo della Porta. Il presbiterio riorganizzato dalla mente di Francesco Borromini funge da trampolino di lancio per gli occhi che si perdono nella verticalità della cupola di Carlo Maderno. L’austerità della sua architettura riflette il clima religioso conseguente al Concilio di Trento eppure dall’esterno non lo percepiamo perché il tempo passa e le necessità cambiano: la grandiosa facciata, leggera e movimentata, ricca di luci e di ombre è frutto di un intervento settecentesco per mano di Alessandro Galilei.

All’interno, questa chiesa dal temperamento forte e deciso nasconde tesori di inestimabile valore: opere di artisti come Pietro e Gian Lorenzo Bernini, Lanfranco, Salvator Rosa, Algardi e molti altri e,  per gli sguardi più attenti, due lapidi ci ricordano che due degli architetti più importanti del Seicento scelsero di essere sepolti in questa chiesa: Carlo Maderno e Francesco Borromini.

 
Tutti i giorni ore 7.25 – 12.00 / 17.00 – 19.00 
Feriali ore 7.25  e 18.30 Sabato ore 19.00
Domenica ore 8.30 – 10.30 – 12.00 – 19.00
 

3. San Giovanni Decollato

basilica di san giovanni

Come ci suggerisce il nome, questa chiesa è dedicata a S. Giovanni Battista, morto decapitato per volere di Erode Antipa. L’intitolazione è strettamente connessa alla funzione che questa parrocchia rivestiva in passato poiché qui aveva infatti sede l’Arciconfraternita della Misericordia, preposta alla cura delle anime dei condannati a morte.

La chiesa venne iniziata alla fine del Quattrocento e terminata a metà del secolo successivo con l’esecuzione della facciata in finto laterizio. All’interno l’ampia navata unica e le piccole cappelle laterali sono le custodi di alcuni immensi tesori tra i quali spicca la pala dell’altare maggiore con la Decollazione del Battista, opera di Giorgio Vasari.

Il bellissimo chiostro porticato, realizzato a metà del Cinquecento, è qui a testimoniarci che l’Arciconfraternita della Misericordia si occupava anche della sepoltura dei condannati: sono infatti ancora riconoscibili sette botole, che aprono su altrettante fosse comuni, sulle quali un’iscrizione vuole essere l’ultima richiesta di perdono per coloro che hanno già pagato per le loro colpe con la vita: “Domine, cum veneris iudicare, noli me condemnare”, “Signore, quando verrai a giudicare, non condannarmi”.

 
 Aperta solo il 24 giugno, festa di S. Giovanni Battista, dalle ore 9.30 alle 12.30 con ingresso libero e senza prenotazione

4. San Giovanni Calibita

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Questa piccola e deliziosa chiesa sull’isola Tiberina oggi è intitolata a S. Giovanni Calibita, monaco di origine romana del V secolo, ma in origine fu dedicata a S. Giovanni Battista.

Sorse nel IX secolo sull’area dell’antico tempio di Iuppiter Iurarius, ma la sua storia si snoda durante tutti i secoli successivi: timida assistette alla costruzione di un monastero benedettino al suo fianco, fu testimone della concessione di questi spazi all’ordine di San Giovanni di Dio e alla nascita dell’ospedale che la inglobò al suo interno. Si vestì di nuove forme quando nel 1640 Luigi Barattoni realizzò la semplice facciata che possiamo ancora ammirare oggi e infine esplose in una miriade di luci e colori quando il suo interno fu totalmente rinnovato nel Settecento, occasione in cui si lasciò sfiorare dalle sapienti pennellate di Corrado Giaquinto, autore dell’intera decorazione pittorica che ancora adorna le sue pareti.

 
Aperta solo in occasione di celebrazioni religiose

 

5. San Giovanni a Porta Latina


basilica di san giovanniQuesta chiesa dalle fattezze medioevali venne costruita vicino l’antica Porta Latina poiché questo era considerato il luogo in cui avvenne il martirio di S. Giovanni Evangelista, al quale l’apostolo sopravvisse miracolosamente.

Il primo edificio fu realizzato intorno al V secolo ma subì numerose trasformazioni fino ai restauri che le restituirono l’antico aspetto medioevale di cui rimangono fieri testimoni lo slanciato campanile romanico e le finestre centinate in facciata, sopra il portico a cinque arcate.

Entrando, questa chiesa continua a farci camminare tra le pagine dell’arte regalandoci due eccezionali testimonianze del Medioevo di Roma: basta alzare gli occhi per scoprire il ciclo di dipinti che ornano la navata centrale con storie dell’Antico e del Nuovo Testamento realizzati intorno al 1190, e poi abbassarli per guardare il sorprendente pavimento del presbiterio realizzato in opus sectile con marmi policromi probabilmente prima del XII secolo.

Strettamente connesso a questa chiesa, alla sua storia e al luogo, è il vicino tempietto di S. Giovanni in Oleo, sorto nel V secolo per commemorare il martirio dell’apostolo avvenuto per immersione nell’olio bollente e dal quale ne uscì illeso, fu rinnovato da Baldassarre Peruzzi per volontà di Papa Giulio II ma si presenta a noi oggi nelle forme donategli da Francesco Borromini nel 1658 su commissione di papa Alessandro VII.

 
La Basilica è aperta ogni giorno dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 
Mercoledì: h. 16.00 – 18.00, Giovedì: h. 16.00 – 18.00, Venerdì: h. 16.00 – 18.00, Sabato: h. 10.00 – 12.30 / h. 16.00 – 18.00

Di nuovo Roma è tornata a sorprenderci, tra le sue vie si nascondono innumerevoli meraviglie. Silenziosa, questa città continua il suo eterno lavoro di custode di storie e identità, di culture e di testimonianze. Nei cinque angoli di fede che abbiamo sfiorato qui insieme, l’arte preserva il presente del prima e del dopo: i due Giovanni, pilastri della cristianità ancora oggi come ieri.


 

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