Santa Maria dell’Orto

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Dal Lunedì al Venerdì 9.30-13:00 ; 14:00-18:00; Sabato 9.30-13:00;
Tutte le domeniche e le feste di precetto, alle ore 11. Non vi sono celebrazioni feriali.
Visite guidate solo su appuntamento – www.santamariadellorto.it

Conosciamo Santa Maria dell’Orto

la chiesa degli artigiani

 

È probabile che, perdendovi per i vicoli di Trastevere, fra i suoi profumi e la sua romanità, vi imbattiate in un posto particolare, in cui il folklore si fa sentire, nonostante la solennità del posto. Santa Maria dell’Orto, una chiesa in cui la Madonnina che viene venerata sembra parte integrante del contesto semplice e schietto del quartiere, amata e coccolata nella storia come fosse romana anch’Essa.

La leggenda narra che nel 1488, in una Trastevere praticamente inabitata e quasi interamente coltivata ad orti, un uomo in procinto di morire di una malattia incurabile, mentre camminava rassegnato e sconsolato costeggiando un orto, incontrò un’immagine sacra della Madonna su un muretto. Immediatamente chiese alla Vergine la grazia di guarirlo, promettendo di mantenere accesa per sempre una lampada votiva sotto l’immagine sacra. Avvenne il miracolo, l’uomo mantenne la promessa ma non solo… Aiutato da altri fedeli, fondò la Confraternita che prese poi il nome di Santa Maria dell’Orto. Fu quindi immediatamente costruita una piccola cappella proprio dove si trovava l’immagine sacra. La chiesa vera e propria invece venne edificata nel 1550 e le spese furono sostenute da diverse corporazioni, chiamate poi “Università” (non in senso accademico ma in quanto “associazione fra tutti coloro che esercitano la medesima attività”). Se ne contano addirittura tredici e si tratta di gruppi di lavoratori artigiani e commercianti fondamentali per l’economia della Roma dell’epoca, come i Pollaroli, i Fruttaroli, i Vermicellari (produttori di pasta), Pizzicaroli, Molinari, Sensali di Ripa e Ripetta, Ortolani e altri. Le stesse si riunivano poi in Confraternite tramite le quali esercitavano la loro devozione religiosa.

Santa Maria dell'Orto
                                   Lapide Università Scarpinelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Santa Maria dell'Orto
                                    Lapide Università Ortolani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È quindi una chiesa dedicata interamente al culto della Vergine.

Diamo un’occhiata alla facciata…

Fu eretta nel 1566 da Guidetto Guidetti a spese dell’Università degli Ortolani è a due ordini (due livelli), e coronata da obelischi, disegnata da Jacopo Barozzi detto il Vignola e terminata da Francesco da Volterra.

 

Santa Maria dell'Orto
                                                              Facciata

Entriamo…

L’interno è a tre navate divise da pilastri, elementi architettonici portanti che si distinguono dalle colonne per la loro base quadrangolare o comunque mai tonda. La volta è stracarica di stucchi del ‘700, il cui disegno è attribuito a Valvassori, e presenta un affresco di Calandrucci del 1706 rappresentante l’Assunzione di Maria.

Ricordiamoci che c’è una distinzione fra Assunzione di Maria e Ascensione di Cristo. L’Assunzione al cielo di Maria avviene per il volere di Dio e quindi per virtù divina; l’Ascensione del Cristo invece avviene per virtù propria in quanto Egli stesso Dio, anche se, facendo parte della Santissima Trinità, viene misteriosamente assunto anche per volere di Dio Padre. Si tratta di due gradi diversi di glorificazione, benché entrambi di grandissimo valore.

Continuiamo a leggere la nostra chiesa…

L’altare maggiore fu disegnato da Giacomo della Porta nel 1598. Sopra l’altare, nei giorni di Pasqua, troviamo la famosa “Macchina delle Quaranta Ore”, un apparato costituito di 213 candele e costruito da Luigi Clementi nel 1848. Proviene da un’antica tradizione medievale che vedeva la presenza di un’ostia consacrata in un sepolcro simbolico tra i giorni di Venerdì Santo e la Domenica di Pasqua, per ricordare le quaranta ore in cui Cristo giacque nel sepolcro prima di risorgere.

Nel XVI secolo, questo rito fu sostituito da una preghiera ininterrotta di quaranta ore.

Più avanti, per distogliere l’attenzione dagli eccessi del carnevale, venne instaurata l’abitudine di celebrare le quaranta ore per nove giorni durante il mese di febbraio all’interno delle chiese del Gesù e di San Lorenzo in Damaso; per quest’ultima anche Pietro da Cortona realizzò nel 1632 proprio una “macchina delle quaranta ore”.

La macchina di Santa Maria dell’Orto è lavorata con grande finezza e da struttura temporanea divenne permanente. Ancora oggi viene utilizzata durante la messa dell’Ultima Cena, il Giovedì Santo. Per quest’occasione vengono accese tutte le candele contemporaneamente. In questa occasione, la chiesa rimane aperta fino a mezzanotte per poter permettere ai fedeli di riunirvisi in preghiera.

Torniamo all’ingresso e rivolgiamo lo sguardo all’altare

                                                               Controfacciata

iniziando a leggere volta e cappelle laterali.

Verranno elencate tutte le decorazioni seguendo un elenco schematico che sia di aiuto al turista che da solo si vuole inoltrare per questa chiesa, data la sua particolare ricchezza.

Vale la pena fare questo resoconto particolareggiato per vedere gli interventi delle singole Università, oltre che dei grandi artisti che hanno  operato in questa chiesa.

Ingresso: Bussola in radice di noce del 1784, dono dell’Università dei Garzoni Molinari. La Controfacciata è una Cantoria in legno dorato restaurata nell’1825 a cura dell’Università dei Padroni Molinari. La balaustra presentano pannelli recanti prospettive di molini sul Tevere. In primo piano spicca un organo monumentale della metà del XIX secolo.

Controfacciata della navata destra: in alto si vede Il sogno di Giuseppe di Giuseppe e Andrea Orazi del 1706. In basso si vede un confessionale ligneo del 1755 recante sulla sommità una formella di bronzo raffigurante una mola sul Tevere, dono dell’Università de’ Giovani Molinari.

Proseguendo con le cappelle di destra:

Cappella dell’Annunciazione – Università de’ Mercanti e Sensali di Ripa

Altare: Annunciazione di Federico Zuccari, grande artista del ‘500, di cui una pala è presente anche sull’altare maggiore di San Lorenzo in Damaso in Piazza della Cancelleria dietro Campo De’ Fiori.

Santa Maria dell'Orto
               Annunciazione – Federico Zuccari   
  • A sinistra: San Giuseppe di Giovanni Capresi (1878)

Il pavimento fu invece rifatto nel 1749 su disegno di Gabriele Valvassori

Volticella della navata: Gloria di Maria di G. e A. Orazi del 1708

Cappella di Santa Caterina d’Alessandria –Università de’ Vermicellari – decorata da Filippo Zucchetti nel 1711

Altare: Nozze mistiche di Santa Caterina d’Alessandria

  • A destra: San Pietro
  • A sinistra: San Paolo

Volta: Angeli con i simboli del martirio di Tommaso Cardani

Volticella della navata: Gloria di Santa Caterina di G. e A. Orazi del 1708 A destra: L’Arcangelo Gabriele di Virginio Monti del 1875

Cappella dei SS. Giacomo, Bartolomeo e Vittoria – Università de’ Padroni, Affittuari e Mezzaroli di Vigne – interamente decorata nel 1630 ca. da Giovanni Baglione, contemporaneo di Caravaggio, da lui accusato di plagio e imitazione, da cui ebbe luogo un processo che segnò l’inizio della loro inimicizia.

Altare: Vergine con Bambino e Santi

  • A destra: Martirio di un santo diacono
  • A sinistra: Martirio di Sant’Andrea Apostolo

Volta: affreschi del XIX secolo con due angeli entro riquadri e una santa, forse santa Vittoria

Il pavimento fu rinnovato nel 1756 su disegno di G. Valvassori

Volticella della navata: Gloria di San Bartolomeo di G. e A. Orazi

Transetto di destra: Cappella del SS. Crocifisso – Università de’ Pollaroli

Altare: Crocifisso ligneo del XVIII secolo

Alle pareti: Storie della Passione di Niccolò Martinelli da pesato detto “il Trometta” del 1595

Sottarco del transetto: Resurrezione di Cristo e coppie di angeli con i simboli della Passione di Giacinto Calandrucci del 1703

Portone ligneo di accesso all’Aula del Vestiario

In alto: La discesa dello Spirito Santo di Andrea Procaccini del 1704 Angeli in stucco di Leonardo Retti

Volta centrale del transetto: Immacolata Concezione di G. e A. Orazi del 1703 Pennacchi: Virtù della Vergine di G. e A. Orazi del 1703

Disegno degli stucchi di L. Barattone; realizzazione di Simone Giorgini e Leonardo Retti

Sul pavimento: Tarsia in marmo policromo del 1747 dono dell’Università dei Fruttaroli, raffigurante un festone con varie specie di frutti. Sul pavimento, intersezione con navata centrale: Lapide marmorea indicante il punto preciso in cui si trovava l’immagine della Madonna dell’Orto al tempo del miracolo originario e collocata in sito al momento della sua traslazione all’altare maggiore

Punto in cui fu ritrovata l'icona
                         Tarsia che segna il punto in cui fu ritrovata l’icona

Abside – Università de’ Fruttaroli

Altare maggiore di Giacomo della Porta sopra già descritto, restaurato da Gabriele Valvassori (1746-55), che custodisce la sacra immagine mariana

Affreschi di Federico e Taddeo Zuccari del 1560 ca. raffiguranti storie della vita della Vergine

Catino di destra: in alto, Visitazione; in basso, Fuga in Egitto. Quest’ultima scena ritrae un momento alquanto insolito, se non addirittura eccentrico, nel panorama iconografico tradizionale: due giovani figure, di certo due angeli, avvicinano un ramo al Bambino per permettergli di giocare con le foglie.

Santa Maria dell'Orto
                      Icona di Santa Maria dell’Orto

Catino di sinistra: in alto, Sposalizio; in basso, Natività.

In alto: vetrata policroma con monogramma mariano formato da pomodori e peperoni del XVIII secolo.

Parete absidale di destra – di nuovo di Baglione

In alto, lunetta con l’incontro di Anna e Gioacchino e due profeti

in basso: Nascita di Maria

Parasta a ridosso della balaustra: grottesca i stucco dorato del XVII secolo cimata dal prospetto della chiesa

Volta dell’abside: Morte, Assunzione e Incoronazione di Maria di G. Baglione del 1598

Parete absidale di sinistra – anche questa del Baglione

In alto: lunetta con l’angelo che esorta Giuseppe a fuggire in Egitto e due profeti. In basso: Presentazione al Tempio e annuncio di San Giuseppe

L’affresco presenta una particolarità: a parte le vesti rinascimentali dei personaggi, la scena si svolge ai piedi di una scalinata che termina con lo scorcio d’un edificio, il quale è proprio la chiesa dell’Orto.

Parasta prospiciente la balaustra: grottesca in stucco dorato del XVII secolo cimata da un prospetto che, tradizionalmente, raffigura la facciata dell’antico ospedale del Sodalizio ma che, più probabilmente, potrebbe in realtà trattarsi della facciata della cappella votiva primigenia eretta attorno all’immagine mariana (1490 – 1495 ca.)

Portone ligneo di accesso alla Sacrestia: accanto, singolare acquasantiera marmorea (XVI sec.) con una mano che regge la piccola conca.

 

Acquasantiera con mano
                                        Acquasantiera con mano

 

In alto: Incontro tra Gioacchino e Anna di A. Procaccini del 1704 ed Angeli in stucco di L. Retti

Transetto di sinistra. Cappella di San Francesco d’Assisi – Università de’ Padroni Molinari

Sull’altare: statua del Santo del XVII secolo

Alle pareti: Storie di San Francesco di Niccolò Martinelli da Pesaro detto “Il Trometta” del 1595

Sottarco del transetto: Gloria di San Francesco di Mario Garzi (inizi XVII secolo)

Cappella dei SS. Carlo Borromeo, Ambrogio e Bernardino da Siena – Università degli Scarpinelli – decorata interamente da G. Baglione nel 1641:

Altare: Madonna con Bambino e Santi

A destra: Sant’Ambrogio a cavallo caccia gli Ariani da Milano

A sinistra: San Carlo Borromeo assiste gli appestati

Volticella della navata: Gloria di San Carlo Borromeo di G.B. Parodi

Cappella di San Giovanni Battista – Compagnia de’ Giovani Pizzicaroli – architettura di G. Valvassori

Altare: Battesimo di Cristo di Corrado Giaquinto del 1750

A destra: Predica del Battista di Giuseppe Ranucci del 1749

A sinistra: La decollazione del Battista di G. Ranucci del 1749

Volticella della navata: Gloria di San Giovanni Battista di G.B. Parodi del 1706

Cappella di San Sebastiano – Università degli Ortolani – decorata interamente dal Baglione nel 1624

Altare: San Sebastiano curato dagli angeli

San Sebastiano - Baglione
                           San Sebastiano – Baglione

A destra: Sant’Antonio da Padova

A sinistra: San Bonaventura

Volticella della navata: Gloria di San Sebastiano di G.B. Parodi del 1706

 

Controfacciata, navata sinistra:

In alto: Adorazione dei Pastori di G. e A. Orazi del 1706

In basso: confessionale ligneo, gemello.

Acquasantiera con basamento, opera di marmorari romani (fine XV secolo), forse appartenente alla cappella votiva demolita

Navata centrale: Assunzione di Maria di G. Calandrucci del 1706 con disegni e stucchi del Valvassori di cui sono anche i disegni del pavimento delle tre navate in bianchi e grigi

Arco trionfale: figure in stucco di L. Retti del 1704

Conclusione

Dopo questa attenta disamina, forse un po’ noiosa agli occhi dei meno esperti, ma sicuramente interessante per capire le personalità che hanno agito fra queste mura, rallentiamo i ritmi.

Sugli stucchi che decorano le volte gira infatti una leggenda, tramandata principalmente per via orale, la quale racconta che in questi sontuosi ornamenti sia stato mescolato il primo oro proveniente dall’America di Cristoforo Colombo. Questa leggenda è in realtà priva di ogni fondamento e nasce forse dalla suggestione arrecata dall’anno di nascita della Confraternita: 1492. Questi ori in realtà sembrano esser stati installati nei soffitti di Santa Maria Maggiore. Forse nella nostra chiesa è arrivato solo qualche scarto.

Oltre la chiesa, interessanti e affascinanti sono l’Aula del Vestiario, l’Oratorio e la Sacrestia.

Le loro decorazioni e le loro storie meritano sicuramente una visita.

Santa Maria dell’Orto è ai confini di Trastevere. Imbattersi in lei vuol dire aver attraversato il cuore di uno dei quartieri più pieni di romanità, prima di attraversare il Tevere e ritrovarsi a Testaccio. Questa chiesa, talmente pregna di Roma, ci dà l’arrivederci, come una signora anziana seduta su una vecchia sedia di legno che, mentre ti allontani, ti saluta sull’uscio della porta.

 

 

Bibliografia:

  • libretto fornito dalla Venerabile Arciconfraternita di S. Maria dell’Orto – piccola guida artistica della chiesa
  • Pierluigi Colonna, Le antiche chiese di Roma, Roma 2001, pp. 133-134

 

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