Santa Maria della Vittoria

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Visitabile tutti i giorni ore 8.30-12.00 / 15.30-18.00

Orario Messe:

Festivi: ore 9.00; 10.30; 12.00; 18.30
Feriali: ore 7.00; 8.00; 18.30

Durante la celebrazione della Santa Messa non è possibile visitare la chiesa nè la Cappella Cornaro

Gli orari possono subire cambiamenti. Si suggerisce di verificare contattando la chiesa

 

Roma si stava preparando ad indossare un nuovo abito!

Quanti si trovano a passare per via XX Settembre, attraversano una zona ricca di ministeri e palazzi istituzionali, una zona fortemente modificata dopo la designazione di Roma al titolo di capitale d’Italia. Proprio per far posto ai nuovi servizi di cui la prima città del nuovo Regno doveva dotarsi, l’area intorno alla stazione fu interessata da parecchi lavori.

Le sistemazioni urbanistiche interessarono anche l’area della fontana del Mosè, poco distante dalla stazione. Delle molte chiese lì presenti, ne rimasero in piedi solo tre: Santa Maria della Vittoria è una di queste.

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Fig. 1 Santa Maria della Vittoria

 

Scopriamo insieme quali tesori nasconde!

Innanzi tutto…perché questo nome?

Trama:

Occorre tornare indietro nel tempo, alla sanguinosa Guerra dei trent’anni e in particolare alla battaglia della Montagna Bianca avvenuta presso Praga l’8 novembre 1620. Quando ormai la sconfitta dei cattolici sembrava inevitabile, Padre Domenico di Gesù e Maria, cappellano dell’esercito e appartenente all’ordine dei Carmelitani Scalzi, riuscì a capovolgere le sorti del conflitto. Portava infatti al collo un’immagine raffigurante “Maria in adorazione del Bambino”, dalla quale furono visti uscire raggi di luce che andarono ad abbagliare gli avversari protestanti, obbligandoli alla fuga. Nel 1622 l’immagine miracolosa venne trasportata con grande solennità in questa chiesa che da allora prese il nome di Santa Maria della Vittoria.

A quella data però la costruzione dell’edificio era quasi ultimata…i padri Carmelitani Scalzi avevano acquistato l’area nel 1607 e affidato il progetto della nuova chiesa al Maderno (1608-1620 – lo stesso artista che fece la facciata di San Pietro).

Ma andiamo con ordine sfogliando, come sempre, il nostro libro a partire dalla copertina…

 

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Fig.2 Facciata Santa Maria della Vittoria

 

Una breve ma elegante scalinata precede la solenne facciata realizzata da Giovanni Battista Soria, che prese a modello la vicina chiesa di S. Susanna: gli ordini sono due e sono ben distinti da una cornice intermedia dove spicca un timpano arcuato (non una superficie triangolare in questo caso!).

Soffermiamoci su un dettaglio: proprio sotto la cornice si legge un’iscrizione che riporta il nome del famoso Cardinale Scipione Borghese. Fu lui infatti a sovvenzionare i lavori di costruzione della facciata realizzata tra il 1624 e il 1626. Doveva ricambiare un favore ricevuto: qualche anno prima i Carmelitani Scalzi (l’ordine presente in Santa Maria della Vittoria) gli avevano fatto dono di una preziosa statua rinvenuta nel 1608 durante i lavori di scavo delle fondamenta della nuova chiesa: il celebre Ermafrodito dormiente, ora al Louvre!

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Fig.3 Soffitto con iscrizione del Cardinale Borghese

 

 

Iniziamo a leggere…Entriamo!

Appena varcata la soglia si presenta davanti a noi uno spettacolo unico: l’interno è infatti uno dei più sontuosi esempi di decorazione barocca a Roma! Marmi, stucchi e fregi impreziosiscono ogni angolo e ci ricordano della promessa dei principi e delle corti cattoliche d’Europa che si impegnarono con sostanziose offerte per abbellire l’edificio.

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Fig.4 Volta del Cerrini- Trionfo della Vergine Maria sulle eresie

 

Subito ci colpisce l’affresco della volta che, come altrove nella chiesa, presenta una decorazione che richiama il tema della lotta alle eresie: il Trionfo della Vergine Maria sulle eresie del pittore perugino Gian Domenico Cerrini. Il Cerrini si era formato in ambiente classicista ma si era poi aperto verso le nuove soluzioni barocche e questo è uno degli esempi più significativi della sua svolta!

Lungo l’unica navata si aprono tre cappelle per lato: a ogni famiglia fu concesso di decorare la propria cappella provvedendo a ornare l’altare in maniera sontuosa. Le decorazioni pittoriche non sono certo da meno! Nella seconda cappella di destra spiccano ad esempio la Madonna con Bambino e San Francesco e, ai lati, S. Francesco in estasi e S. Francesco riceve le stimmate (1630), ultime opere romane del pittore classicista Domenichino.

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Fig.5 Cappella con opere del Domenichino

 

Qualche passo avanti per assistere a uno dei più famosi spettacoli barocchi…

Nel transetto sinistro trova infatti posto la cappella Cornaro, fulcro di tutta la chiesa per il capolavoro che ospita: la Transverberazione di Santa Teresa d’Avila di Gian Lorenzo Bernini (nota anche come Estasi di Santa Teresa).

Fu realizzata dal Bernini su commissione del cardinale veneziano Federico Cornaro tra il 1647 e il 1652. L’artista diede qui prova del suo genio concependo un’opera a tutto tondo nella quale scultura, architettura, pittura e decorazione si compongono al fine di stupire l’osservatore facendogli vivere un’esperienza totale!

Nella cappella, trasformata dal Bernini in un teatro, ha luogo un evento eccezionale: la Santa è adagiata su una nuvola, con le vesti mosse ed è in estasi mistica. L’angelo, sorridente, sta per trafiggerle il cuore con un dardo.

L’effetto scenico è amplificato da due elementi: la luce naturale che, proveniente da una finestra posta in alto e abilmente nascosta dal Bernini, illumina e fa risplendere i raggi divini dorati, e la disposizione dei membri della famiglia Cornaro a destra e a sinistra.

 

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Fig.6 Estasi di Santa Teresa – Cappella Cornaro – Bernini

 

Come a teatro assistono infatti allo spettacolo che si sta svolgendo sotto i loro occhi e ci invitano a fare altrettanto e a prendere parte alla totalità dell’arte.

 

Alla prossima ChurchingExperience!

 

 

 

 

 

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