Il Natale dietro l’angolo

Elisa

di Elisa Carta

Tra pochi giorni sarà Natale…

…e, come ogni anno, decido di regalarmi un pomeriggio da dedicare interamente alle magiche atmosfere di cui Roma si avvolge in questo periodo dell’anno.

Questa volta scelgo di lasciarmi andare in una passeggiata ricca di ricordi e di emozioni legate ai luoghi dell’infanzia e alla casa della nonna… il simbolo del mio Natale per tanti anni.

Mi ritrovo così a girare tra le vie intorno alla grande Basilica di San Giovanni, passo sotto la sua loggia affrescata, attraverso la piazza e mi fermo sotto il più alto obelisco egizio di Roma. Siedo qualche secondo sulla balaustra che lo circonda e mi perdo tra i pensieri; faccio un profondo respiro per assaporare l’aria fredda del Natale e, all’improvviso, tutti i rumori del traffico, il viavai continuo di macchine, autobus e motorini, sembra scomparire del tutto mentre io girovago tra i miei ricordi e lo sguardo si perde lungo il rettilineo che unisce la piazza in cui mi trovo con quella verso cui sono diretta… Che meraviglie che offre Roma, a ogni angolo, in ogni momento!

Mi aspetta una bella camminata, così decido di ripartire e mi dirigo su Via Merulana, un lungo viale alberato su cui si affacciano negozi e bellissime chiese. Mi guardo intorno, sono circondata da tante persone, chi corre tra i mille impegni quotidiani, chi si trova a Roma per una visita fugace, e chi, come me, ha deciso di trascorrere un sereno pomeriggio nella propria città.

Senza rendermene conto sono quasi arrivata a destinazione, accompagnata dal volo di decine di gabbiani, ormai parte integrante di questa città, e da curiosi passerotti che ogni tanto, timidamente, si avvicinano ai miei piedi speranzosi di recuperare qualche briciola caduta per sbaglio.

Ed eccomi lì, di fronte a Santa Maria Maggiore, conosciuta anche come Basilica della Neve, nel cui cuore sono custoditi i resti di una delle reliquie più importanti della cristianità: la Sacra Culla di Gesù, simbolo del Natale e della dolce attesa dell’Avvento.

Il Natale dietro l'angolo

Una volta dentro Santa Maria Maggiore…

…mi avvicino all’altare maggiore, scelgo di sedermi su uno dei primi banchi; posso così vedere, dritta davanti a me, la Confessione sotto il grande ciborio a baldacchino, laddove sono conservati i frammenti di legno d’acero che formavano la piccola mangiatoia in cui venne riposto il Bambino.

Alzo il mio sguardo verso l’alto e, tra le tante ricchezze che mi circondano, mi lascio coinvolgere dagli splendidi mosaici dell’abside alternati alle grandi finestre centinate, raffiguranti scene della vita di Maria e realizzate nel 1295 dall’esperta mano del mosaicista Jacopo Torriti.

In particolare, desta la mia attenzione la seconda scena da sinistra, in quelle immagini è racchiusa l’essenza di tutta l’atmosfera che ci circonda in questi giorni: la Natività.

Su un prezioso sfondo dorato, il centro della scena è rappresentato dalla grande figura di Maria distesa su un bianco giaciglio e avvolta dalle numerose pieghe di un ampio manto blu, colore da sempre associato alla Vergine e simbolo di purificazione, immortalità e della potenza creatrice di Dio. Su questo sfondo scuro hanno modo di risplendere tre stelle dorate applicate alla veste, due sulle spalle e una sulla testa, allusioni simboliche alla perpetua verginità di Maria: prima, durante e dopo il parto.

Il Natale dietro l'angolo

Si scalda il cuore solo osservando questa scena, con il tenero gesto di una Madre affettuosa che posa il corpicino di suo figlio appena nato, e quindi indifeso, all’interno di una culla di fortuna, ricavata da una mangiatoia affinché il respiro di due animali possa tenerlo al caldo. E proprio lì, sulla destra, si vedono il bue e l’asinello: le loro teste escono dalla stalla a forma di tempio, richiamo all’altare eucaristico, e sembra quasi che non si limitino a scaldare il corpo del Bambino, ma che piuttosto lo vogliano accarezzare. Mi soffermo sui loro occhi perché resto colpita da quegli sguardi, traspare dolcezza, quasi un segno di piena consapevolezza dell’importanza dell’evento di cui sono partecipi.

Tutto è incastonato sull’uscio di una grotta nella quale regna l’oscurità. Eccolo il simbolo del mondo privo della Luce Divina, il cui Avvento si festeggia la notte del 24 Dicembre e qui simboleggiata dalla Stella sopra la testa di Gesù. Il suo fascio luminoso scende diretto ad illuminare il volto del Bambino cinto dal nimbo dorato, per poi espandersi tutt’intorno e portare ai popoli la notizie della sacra nascita.

In basso sulla destra riconosco la figura dell’anziano San Giuseppe, seduto su una roccia e stretto nel suo abito rosso, porta una mano a reggere il capo mentre osserva la scena sacra così ricca di tenerezza. Lo si percepisce, è in atteggiamento di contemplazione e si propone come umile servitore della volontà di Dio.

Sposto ora il mio sguardo verso la parte alta della scena e scorgo, sulla destra, le figure di due pastori, vestiti in maniera umile con in testa un semplice berretto per proteggersi dal freddo invernale, nell’atto di portarsi le mani sugli occhi, come a proteggerli dalla forte Luce emanata dall’Angelo che sta comunicando loro la lieta novella, nel suo cartiglio possiamo infatti leggere “Natus est vobis Salvator” (“È nato per voi il Salvatore”).

Il Natale dietro l'angolo

Ogni volta che le osservo, mi riscopro sorpresa del realismo di queste figure e di quanto si percepisca la partecipazione emotiva dell’artista alla realizzazione di quest’opera. Chissà che non si fosse immedesimato in uno di quei pastori colti di sorpresa dalla luce splendente dell’angelo nella notte di Natale…

Le storie assumono ancora più magia se raccontate con una musica in sottofondo, sposto quindi lo sguardo verso sinistra, sopra la grotta, dove si trova un piccolo gruppo di angeli in atteggiamento di adorazione. Mi piace immaginarli intenti a eseguire un canto silenzioso, seguendo una musica impercettibile, una di quelle melodie che escono dal cuore e dall’anima.

Sospiro. Quanta meraviglia che mi circonda, secoli di arte e tradizioni mi raccontano infinite storie, ma scelgo di tornare indietro. Mi accingo verso l’uscita, mi giro per volgere un ultimo sguardo alla Sacra Culla e mi ritrovo a pensare che anche quest’anno, in molte case, quella culla verrà riempita di nuovo: alla Mezzanotte del 24 Dicembre tutti i Presepi nelle nostre case verranno finalmente completati.

Esco. L’aria è pungente sulle mie guance, è sceso il buio ma ovunque ci sono luci gialle, verdi, rosse, blu. Sento il profumo dell’inverno, e quello familiare delle caldarroste.

Do un ultimo sguardo alla piazza antistante la chiesa. Un bimbo corre giocando con la mamma mentre il papà cerca invano di immortalare il momento in una fotografia. Per sbaglio, in questa corsa divertita, mi urta e, incurante di chi io possa essere, si gira, mi guarda e dopo un po’ di indecisione esclama, nascosto dietro il suo cappello di lana: “Buon Natale!”. Sorridiamo.

 

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