Villa Torlonia: il liberty nel cuore di Roma

Villa Torlonia: il liberty nel cuore di Roma

VILLA TORLONIA:

IL LIBERTY NEL CUORE DI ROMA

di Elisa Carta   –   Tempo di lettura stimato 3 min.

Nella Città Eterna, custode dei grandi fasti del passato, di importanti famiglie nobiliari e dei loro splendidi palazzi c’è sempre qualcosa che rimane nascosto o meglio, mimetizzato tra le abitudini della nostra vita quotidiana.

Tra le bellissime ville nobiliari di Roma ce n’è una che, con il suo giardino all’inglese, viene vissuta come un luogo di svago, Villa Torlonia: il liberty nel cuore di Romaun’oasi di tranquillità, eppure tra i suoi viali irregolari e i laghetti, si trova uno dei tesori più interessanti e unici di Roma: Villa Torlonia, il palazzo nobiliare di più recente costruzione.

L’intera area di sedici ettari fu acquistata da Giovanni Torlonia nel 1797 per destinarla alla costruzione della sua residenza di rappresentanza. Non a caso commissionò la realizzazione a uno degli architetti più importanti dell’epoca: Giuseppe Valadier che tra il 1802 e il 1806 progettò l’imponente palazzo padronale, sistemò il parco con viali simmetrici ed eresse le Scuderie. 

La sistemazione dell’intera tenuta fu però completata dagli eredi di Giovanni, il figlio Alessandro e il pronipote Giovanni. Entrambi chiamarono artisti e architetti per rinnovare le strutture originarie e per crearne di nuove, nel corso dell’Ottocento e del primo Novecento furono costruiti alcuni degli edifici più iconici della villa: il Teatro, l’Aranciera (oggi conosciuta come Limonaia), il Tempio di Saturno e il Villino Rosso. Anche l’aspetto del parco fu completamente modificato, trasformandosi in un bellissimo giardino all’inglese, con viali irregolari, piccoli boschetti e laghetti nascosti tra la vegetazione apparentemente incolta.

Approfondiamo insieme i due simboli di questo splendido luogo romano: il Casino Nobile e la Casina delle Civette.

Il Casino Nobile

Villa Torlonia: il liberty nel cuore di RomaIn questo edificio prendeva vita il prestigio della famiglia Torlonia, non a caso infatti l’imponenza e lo stile architettonico ne rispecchiano la funzione di rappresentanza.

Il nucleo centrale del palazzo era costituito dalla Sala da Ballo, potentemente illuminata da un’unica grande finestra semicircolare la cui luce si rifletteva sugli specchi presenti sulle altre pareti e conferiva così l’impressione di uno spazio ancora più ampio.

L’ambiente era decorato con splendide pitture e con dieci bassorilievi realizzati da Antonio Canova, alcuni dei quali sono ancora oggi conservati presso una delle sale del museo.

Alessandro Torlonia volle rendere ancora più maestoso l’aspetto del Casino Nobile con l’aggiunta del pronao monumentale sovrastato da un frontone triangolare e di due portici laterali con colonne doriche.

Tutti gli ambienti al piano terra e al piano nobile erano destinati all’alta rappresentanza, mentre al seminterrato e al secondo piano erano relegati gli ambienti di servizio.

Qui stabilì la propria residenza Benito Mussolini dal 1925 al 1943 e proprio a lui si deve la costruzione dei due bunker raggiungibili da tunnel sotterranei. 

La Casina delle Civette

Una vera e propria perla nascosta nel parco di Villa Torlonia, nata come Capanna Svizzera nel 1840 e ispirata all’architettura degli chalet alpini, si mostra oggi come un edificio dal gusto raffinato, eclettico, quasi fiabesco. La sua trasformazione si deve a Giovanni Torlonia Junior. Uomo dal carattere scontroso e amante dei simboli esoterici che dal 1908 avviò i lavori di ristrutturazione con l’architetto Enrico Gennari che seguì un gusto decorativo vicinissimo allo stile Liberty.Villa Torlonia: il liberty nel cuore di Roma

Ma il suo nome così particolare da cosa nasce? Basta avvicinarsi un po’ per capirlo… La civetta è grandemente utilizzata come elemento decorativo sia all’esterno che all’interno dell’edificio: la troviamo sui marmi, nei dipinti, nel mobilio e nelle vetrate.

Proprio le vetrate sono ciò che rende davvero unica la Casina delle Civette, sono l’elemento preponderante delle sue decorazioni e sono un esempio prezioso dell’arte vetraria, così affascinante eppure ancora poco nota. Furono tutte eseguite tra il 1908 e il 1930 su disegni di noti artisti contemporanei tra cui spicca Duilio Cambellotti.

Oggi, tra le sale della Casina, è ancora possibile lasciarsi incantare dalle luci colorate che si riflettono attraverso queste delicate opere d’arte grazie al bellissimo Museo della Vetrata, un unicum nel panorama artistico internazionale della vetrata Liberty.

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